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Il corpo è coscienza, Éric Baret

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  D.: "Il corpo, nella nostra civiltà è stato molto valorizzato e molto svalorizzato..." R.: Il corpo non è all'esterno.  È coscienza. Si tratta di non limitarsi al corpo. La corporeità è l'espressione dello sfondo. Dunque, ascoltare la sensorialità è la prima cosa. Non potete conoscere quello che  vi circonda senza questo. Tutto quello che voi conoscete del mondo è solo percezione. Il vostro corpo ha visto, ascoltato, sentito, gustato o toccato. Da questi cinque sensi nasce un concetto che vi fa dire: "questo è un albero". Quest'albero, se non lo vedete, se non potete toccarlo, sentirlo, se non potete gustarlo non esiste. Nel mondo ci sono unicamente i cinque sensi che ci danno informazioni. Prima di sapere quello che conviene politicamente ad un paese, prima di avere delle idee, così dette astratte, bisogna prima conoscere colui che percepisce la società.  È la sensorialità. Quando ricevete una parola dal vostro innamorato che vi dice che siete la più ...

Quello che state cercando è già qui, Jean Klein

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  "Quello che state cercando è già qui, prima di tutte le apparenze fisiche. E'. Quindi, tutto il cercare può solo portare ad un oggetto. Non cercate di trovare la ragione o la causa della felicità o dei momenti di pienezza. Non c'è causa. Fino a quando cercherete e darete una spiegazione, volterete le spalle alla pienezza, al messaggio del momento. Cercate di capire chiaramente che non c'è cosa vista senza il vedere, né cosa udita senza l'udire. Riportate ciò che è visto al vedere, ciò che è udito all'udire. Voi siete l'apertura ed è solo in un'attesa senza attesa che sarete aperti all'apertura. In fondo l'apertura è ciò che è aperto, l'attesa ciò che è aspettato. Questo è tutto. Vivete questo insegnamento. Lasciatelo diventare comprensione vivente, cioè siate consapevoli di come agisce in voi, di come il suo profumo invade il vostro corpo e la vostra mente. Divenite tutt'uno con questo profumo. Non potrete mai ricordare quest'essen...

Le origini della sofferenza, Sri Nisargadatta Maharaj

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  "Quando si inizia a conoscere l'esperienza della sofferenza? Solo dal momento in cui la forma si è creata dai cinque elementi, una forma dotata di coscienza. Ma qual era la situazione prima che la forma venisse creata e la coscienza vi entrasse? Si era immanifesti. Non si aveva conoscenza della propria esistenza, non c'erano esperienze, ed era quindi uno stato al di là del grossolano concetto di felicità o infelicità. Era quella l'unità quando il fare esperienze era fuori questione. Nell'assoluto immanifesto non c'è nessuna coscienza, nessuna coscienza di esistere. Solo quando questa coscienza universale si manifesta nelle varie forme, e queste forme possiedono la forza vitale e sono soggette ai tre gu ṇ a*, solo allora ogni forma può agire attraverso la forza vitale a seconda della combinazione dei tre  gu ṇ a. Ogni forma agisce nel rispetto della propria natura. E' solo quando avviene l'identificazione, quando comincio a pensare che sono io ad agire...

La vera realtà, Chāndogya Upaniṣad

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  "Se si colpisse alla radice un grande albero ne uscirebbe la linfa, ma continuerebbe a vivere; se lo si colpisse alla metà ne uscirebbe la linfa ma continuerebbe a vivere; se lo si colpisse alla cima, ne uscirebbe la linfa ma continuerebbe a vivere. In quanto è compenetrato dalla forza vivificante, lieto se ne sta, bevendo avidamente alle radici. Ma quando la forza vivificante abbandona un ramo, questo secca; se ne abbandona un secondo, questo secca. Se abbandona tutto l'albero, tutto l'albero secca.  Proprio così, o caro. Sappi che qui muore ciò che è abbandonato dalla forza vivificante, ma non è la forza vivificante che muore. Qualunque sia questa essenza sottile, tutto l'universo è costituito da essa.  Essa è la vera realtà. Essa è l' Ātman . Essa sei tu, o Svetaketu." Ch ā ndogya Upaniṣad

Essere vigili, sensibili e attenti, Vimala Thakar

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"Ecco cosa intendo per rieducare se stessi. Non sprecare quella complessa energia incautamente, avventatamente. Quando un movimento è giustificato, mi muovo, con il corpo, con le parole, con il cervello, ma mi muovo in modo accurato e preciso. E ogni volta che mi muovo, mi muovo con attenzione, attentamente. Abbiamo affrontato questo argomento nel primo discorso, e cioè che quando ci si muove sull'onda delle abitudini si è disattenti. Quando fate dei movimenti ripetitivi, meccanici, non c'è quella qualità di vigilanza e dell'attenzione; e non si vive senza essere vigili, sensibili, attenti.  Vivere è muoversi con l'integrità del vostro essere, mentre le abitudini vi dicono come muovervi automaticamente, come una macchina. Perciò, più tempo passiamo con le macchine, più le nostre reazioni, i nostri comportamenti, diventano meccanici e perdiamo la sensibilità per essere totalmente presenti in ogni azione che facciamo, in ogni parola che diciamo. Quindi si impara ad e...

Anāhata-Nāda

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"La vibrazione del corpo, avvertita come sensazione, e il suo riassorbimento nel silenzio sono l'essenza della tecnica tradizionale del Kashmir. L'energia pura si traspone attraverso la forma della percezione.  La vibrazione come sonorità è un'altra trasposizione, che si incarna in numerosi momenti della pratica. Avvertita nei primi tempi come un oggetto sonoro, questa forma vibratoria, lasciata libera in un ascolto non coinvolto, passerà per un certo numero di trasformazioni, che culmineranno in krama-mudr ā   riassorbimento dei principi della coscienza, per poi lasciarli emergere di nuovo, non più come oggetti, ma identici al soggetto. Talvolta, dopo una seduta, la sonorità energetica sarà talmente forte che renderà inaudibili i suoni dell'ambiente circostante. Indipendentemente da questi momenti intensi di pratica, può essere che, in certi casi, quest'energia sonora cada come una cappa di silenzio su una conversazione o una televisione accesa. Creando allora...

Luce e consapevolezza: i due aspetti della coscienza, Mark Dyczkowski

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  La coscienza assoluta intesa come base ontologica immutabile di tutte le apparenze è chiamata  Prakāśa . In quanto consapevolezza creativa del suo proprio Essere, l'assoluto è chiamato  Vimarśa .  Prakāśa e Vimarśa , la luce divina della coscienza e la consapevolezza riflessiva che questa luce ha della sua propria natura, insieme costituiscono la pienezza della coscienza che tutto abbraccia. ... Prakāśa  è la pura luminosità o il mostrare se stessi che costituisce l'essenza e l'identità ultima dei fenomeni. Che le cose appaiano è dovuto interamente alla luce della coscienza, e il loro apparire è esso stesso questa Luce che conferisce a tutte le cose la loro evidente natura manifesta. Essendo stabilita nella luce della coscienza, ogni cosa vi appare secondo la sua natura propria. Tutto ciò che è ritenuto non riposare in questa Luce è tenuto irreale quanto un fiore nel cielo. ...a differenza della luce del sole o di qualunque altra luce, questa Luce non solo ren...

Il linguaggio della pelle, Ashley Montagu

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"C'è un evidente collegamento fra l'esperienza tattile infantile e l'abitudine di comportarsi con tatto nell'età adulta. Colpisce la correlazione esistente fra le parole tatto (dal latino " tactus ", participio passato del verbo tangere , "toccare") e tocco (sostantivo derivato dal participio passato del verbo "toccare"), specialmente se si pensa che la parola tatto può indicare, oltre la già citata "accortezza, delicatezza nell'agire", anche il senso specifico che permette il riconoscimento di alcuni caratteri fisici (durezza, forma) degli oggetti che vengono in contatto con la superficie esterna del nostro corpo e, infine, "l'azione del toccare in quanto è fonte di particolari sensazioni". In realtà non sono sfuggiti all'attenzione né il rapporto etimologico né quello psicologico fra i diversi significati, tanto che di un uomo "senza tatto" si dice che ha un "tocco pesante".  La ...

Il corpo è una rappresentazione del mondo, Eric Baret

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Quello che importa è di non sentire il corpo.  Ci sono due grandi scuole: c'è la scuola che pensa che la posa giusta, fatta bene, porti alla vacuità, che è in generale il punto di vista diffuso dello yoga.  E poi c'è il punto di vista del Kashmir che dice che è la vacuità che conduce alla posa giusta.  Dunque noi lavoriamo senza il corpo fisiologico, la fisiologia ha unicamente un valore quando ci si occupa di correggere, come quando qualcuno vuole migliorare la sua fisicità per il lavoro corporeo, la fisiologia ha il suo posto. Ma non è nel nostro orientamento (del Kashmir ndr ), noi non cerchiamo di migliorare nulla, non cerchiamo di eliminare, quindi lavoriamo diversamente da chi vuole avere una sorta di effetto fisiologico.  Ogni rappresentazione anatomica tende a restringere il sentire. Nel caso in cui si lavora specificamente con una persona, allora lì l'anatomia, complessivamente, ha la sua ragion d'essere.  Nel lavoro di gruppo non si entra nel dettaglio...

Chi sono io?, Jean Klein

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"La vostra vera natura trascende la mente e il corpo, ecco perché la domanda «Chi sono io?» non può mai trovare una risposta, non ha presa su di voi; tutti i termini di riferimento scivolano via e vi risvegliate in quel silenzio che risponde a tutte le domande. Ricercare se stessi è sempre comunque una perdita di tempo: questo deve diventare per voi perfettamente ovvio. Non mettete continuamente in dubbio questa evidenza, la vita si trova nel presente senza tempo, quindi non accumulate altre cose, non imparate nuovi metodi di meditare, di rilassarvi, di purificarvi. Questo accumulo di stati, sensazioni e tecniche non è altro che la vanità, appartiene ancora alla persona che cerca sicurezze e conferme. Conflitti e problemi derivano tutti dalla mente che cerca di giustificare la propria esistenza. Quando, improvvisamente, vi rendete conto di questo, nell’assoluta convinzione della consapevolezza totale diventate coscienti di ciò che non avete mai cessato di essere: dell’...

Gioia, Eric Baret

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  "La bellezza non la si gusta che quando si ha questo senso dell'istantaneità. La bellezza non è mai domani. Non vi è che l'stante. La nuvola che guardo è l'ultima nuvola che guardo. La guardo come se dovessi perdere la vita un attimo dopo. E' la sola maniera di guardare. E' il solo modo di vivere. Altrimenti di vive nella memoria, non si è che nella paura. Ogni volta che sento in me la fantasia di raggiungere la gioia domani, sto ancora negando ciò che è essenziale. Fino a che penso che una qualunque situazione possa portarmi una qualunque cosa, sono nella negazione, nego profondamente la mia risonanza. E la risonanza non ama essere rinnegata, perché c'è sempre dramma, delusione. Abbiamo in noi costantemente bolle di gioia che salgono, colpiscono il cervello, ma le respingiamo costantemente. Diciamo: "No, non è il momento, voglio essere felice domani, sarò felice quando avrò divorziato, quando mi sarò riposato, quando avrò un figlio, quando non avrò ...

Che cos'è la bellezza?É Eric Baret

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D. "C'è della bellezza nella pratica che abbiamo condiviso oggi, che cosa rende bello il gesto dello yoga?" Ér ic Baret: "La non aspettativa, l'assenza di una direzione, l'assenza di un'attesa, l'assenza di una dinamica" D. "Che cos'è la bellezza?" B.: " È l 'arresto della fantasia, dell'immaginario, l'arresto della speranza, l'arresto di un futuro. La bellezza è l'insicurezza, è per questo che la incontriamo assai poco perché passiamo la nostra vita a cercare la sicurezza. E' la forma più insidiosa della ricerca di sicurezza è il bisogno di capire, di comprendere ovvero voler riportare l'immensità ai propri limiti. Allora quando ci si rende conto che non si può comprendere nulla questo spazio di non comprensione si può dire che è la bellezza. Ma è molto difficile per la persona, la persona vuole sapere, vuole sapere quello che è giusto, quello che è bene, quello che gliene viene, quello ...

"Può dirci cosa è un guru?", Eric Baret

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Può dirci cosa è un guru? Se vivete nell'ascolto, non  c'è un guru. Come potrebbe esserci un guru? Ma lei ne ha uno, Le ha un guru. No, un amico. D'accordo, ma lei lo chiama "il mio maestro". E' un'espressione poetica, giusto per la gioia di ammirare. Bene, allora cos'è l'ammirazione? Amare. Imparare ad amare. Imparare ad amarsi e ad amare gli altri, non c'è differenza. Per amare dovete essere aperti, essere aperti significa che non c'è riferimento. E non potete imparare: non potete che imitare. Quando incontrate qualcuno il cui amore è atemporale, non potete resistere. Non è la mente che vede. Viene dal cuore. Il vostro cuore è attivato, il resto viene da sé. Non si compie niente, non si ha bisogno di niente, non si comprende niente, non si domanda niente, non si realizza niente. Semplicemente, il vostro cuore è aperto. Non c'è nessuno che lo fa, perché non c'è scopo.  Il cuore desidera essere aperto. Quando un cuore in...

Suono e personalità, Alexander Lowen

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 "La parola "personalità" ha due radici. La prima è persona , cioè la maschera che l'attore portava sulla scena e che definiva il suo ruolo. In un senso perciò la personalità è condizionata dal ruolo che un individuo assuma nella vita o dalla faccia che presenta al mondo. Il secondo significato è l'esatto opposto del primo. Se dividiamo la parola "persona" nelle parti che al compongono, per sona, abbiamo un'espressione che significa "attraverso i suoni". In base a questo significato la personalità si riflette nel suono di un individuo. Una maschera è una cosa inanimata e non si può trasmettere, come fa la voce, la qualità vibrante di un organismo vivente. Si potrebbe dire: "Non badate alla maschera, ma ascoltate il suono se volete conoscere una persona". In parte è un consiglio saggio. Ma sarebbe un errore ignorare la maschera...                                            ...

Gli oli essenziali

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Un olio essenziale è un estratto liquido, concentrato e complesso, ottenuto per distillazione in corrente di vapore acqueo di piante aromatiche o dell'organo di questa pianta: fiore, foglia, legno, radice, corteccia, frutto. L'olio essenziale è quindi l'essenza distillata della pianta aromatica, è composto da alcune molecole biochimiche attive che sono all'origine stessa delle proprietà dell'olio essenziale. Gli oli essenziali rappresentano la parte più sottile, purificata della pianta. La quantità di olio essenziale prodotto da una pianta è proporzionale alla durata e intensità della fotoesposizione: la formazione delle essenze avviene grazie all'azione del sole; l'olio essenziale è affine alla realtà della luce, del calore e del fuoco, spirito che evapora nell'aria, al di sopra del mondo terrestre, strettamente vegetale. Quando un olio essenziale viene inalato, le molecole volatili che lo costituiscono vengono assorbite dai recettori presenti all'i...

Tutti i sensi in uno solo, Jacques Lusseyran

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  Questo confronto tra il mondo visto con gli occhi e il mondo visto senza occhi, per avere un senso pieno, richiede di essere intrapreso a due voci. Che questo dialogo possa in giorno stabilirsi liberamente! Intanto, già oggi, credo sia possibile un inventario preliminare: quello dei beni derivanti dalla cecità.  In genere si dice che la perdita della vista comporta un immediato acuirsi degli altri sensi: si crea cioè una compensazione. E' vero; è vero che i ciechi hanno un udito migliore dei vedenti: grazie al suono essi ottengono una percezione delle distanze e persino delle forme. L'ombra proiettata sulla strada dal fogliame di un albero non è solamente un fatto visivo, è anche un'esperienza uditiva. Vi è una sonorità specifica della quercia, del pioppo, del noce. Si può entrare nella sonorità di un platano come si entra in una stanza, vi si scopre una particolare disposizione dello spazio, delle zone di tensione e delle zone sgombre. Lo stesso si può dire di un muro o ...

Lezioni yoga individuali

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                                                                                                                  A chi sono rivolte le lezioni di yoga individuali?   ·    A chi pratica yoga da un po’ di tempo ma non riesce più a seguire i corsi di gruppo: si può strutturare un programma personalizzato, in modo che la persona possa praticare per conto proprio, si potrà rivedere insieme il programma una volta al mese.                                     ·     Alle persone che hanno tensioni o stress cronici o caratteristiche particolar...

Al cuore dell'essere, Willy Van Lysebeth

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Lo yoga non vuole né scaricare, né reprimere le emozioni e non cerca neanche di spiegarle, in rapporto ad avvenimenti presenti o passati, né a interpretare le immagini e i pensieri che le rappresentano.  Lo yogi va dritto al cuore, si spoglia di tutte le possibili elucubrazioni mentali, di tortuosi ragionamenti critici, tipici della mente umana, che potrebbero derivare dall'osservazione - ascolto della sensazione corporea e mira esclusivamente a reperire in modo staccato, da testimone osservatore, la sorgente delle tensioni emozionali e delle loro manifestazioni, nell'essenzialità pura. Attraverso l'esercizio\ascolto del soffio, lo yogi trasforma l'energia impegnata nella genesi dell'emozione. Tramite un allenamento dell'attenzione, unito al distacco sensibile, può navigare anche sui mari agitati, impetuosi, colorando i flussi emozionali: ciò sta a significare chiaramente che le inflessioni del respiro, i suoi ritmi, le tensioni e sospensioni respiratorie rappre...
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Sono affiliata all'associazione nazionale insegnanti yoga Y.a.n.i. da una ventina di anni. Da sempre svolgo annualmente ore di formazione anche al di sopra di quelle richieste dall'associazione, non tanto per accumulare l'ennesimo attestato, ma sempre per passione, curiosità e ricerca. Quando entrate nel mio studio non vedrete né questo né altri attestati affissi, ma potrete incontrare ciò che in me si è trasformato in esperienza.

Sede e attività

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  La sede Le attività si svolgono presso lo Studio Sundaram che ha sede in centro ad Ivrea (TO), in via Circonvallazione 49. Cosa potete trovare qui? Una sala accogliente e luminosa, un luogo di silenzio adibito alla cura di sé e del corpo. I corsi settimanali e gli incontri mensili o periodici: - yoga del Kaśmīr - yoga sonoro - meditazione - bagno sonoro con gong e campane tibetane - lezioni individuali di yoga I trattamenti: Lo stesso spazio disposto per gli incontri singoli, dove vi accolgo su prenotazione per uno dei seguenti trattamenti: - Trattamento craniosacrale - Massaggio sonoro con campane tibetane Le lezioni e i trattamenti sono a cura di  Susanna Molina