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Anāhata-Nāda

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"La vibrazione del corpo, avvertita come sensazione, e il suo riassorbimento nel silenzio sono l'essenza della tecnica tradizionale del Kashmir. L'energia pura si traspone attraverso la forma della percezione.  La vibrazione come sonorità è un'altra trasposizione, che si incarna in numerosi momenti della pratica. Avvertita nei primi tempi come un oggetto sonoro, questa forma vibratoria, lasciata libera in un ascolto non coinvolto, passerà per un certo numero di trasformazioni, che culmineranno in krama-mudr ā   riassorbimento dei principi della coscienza, per poi lasciarli emergere di nuovo, non più come oggetti, ma identici al soggetto. Talvolta, dopo una seduta, la sonorità energetica sarà talmente forte che renderà inaudibili i suoni dell'ambiente circostante. Indipendentemente da questi momenti intensi di pratica, può essere che, in certi casi, quest'energia sonora cada come una cappa di silenzio su una conversazione o una televisione accesa. Creando allora...

Il linguaggio della pelle, Ashley Montagu

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"C'è un evidente collegamento fra l'esperienza tattile infantile e l'abitudine di comportarsi con tatto nell'età adulta. Colpisce la correlazione esistente fra le parole tatto (dal latino " tactus ", participio passato del verbo tangere , "toccare") e tocco (sostantivo derivato dal participio passato del verbo "toccare"), specialmente se si pensa che la parola tatto può indicare, oltre la già citata "accortezza, delicatezza nell'agire", anche il senso specifico che permette il riconoscimento di alcuni caratteri fisici (durezza, forma) degli oggetti che vengono in contatto con la superficie esterna del nostro corpo e, infine, "l'azione del toccare in quanto è fonte di particolari sensazioni". In realtà non sono sfuggiti all'attenzione né il rapporto etimologico né quello psicologico fra i diversi significati, tanto che di un uomo "senza tatto" si dice che ha un "tocco pesante".  La ...