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La vera realtà, Chāndogya Upaniṣad

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  "Se si colpisse alla radice un grande albero ne uscirebbe la linfa, ma continuerebbe a vivere; se lo si colpisse alla metà ne uscirebbe la linfa ma continuerebbe a vivere; se lo si colpisse alla cima, ne uscirebbe la linfa ma continuerebbe a vivere. In quanto è compenetrato dalla forza vivificante, lieto se ne sta, bevendo avidamente alle radici. Ma quando la forza vivificante abbandona un ramo, questo secca; se ne abbandona un secondo, questo secca. Se abbandona tutto l'albero, tutto l'albero secca.  Proprio così, o caro. Sappi che qui muore ciò che è abbandonato dalla forza vivificante, ma non è la forza vivificante che muore. Qualunque sia questa essenza sottile, tutto l'universo è costituito da essa.  Essa è la vera realtà. Essa è l' Ātman . Essa sei tu, o Svetaketu." Ch ā ndogya Upaniṣad

Il linguaggio della pelle, Ashley Montagu

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"C'è un evidente collegamento fra l'esperienza tattile infantile e l'abitudine di comportarsi con tatto nell'età adulta. Colpisce la correlazione esistente fra le parole tatto (dal latino " tactus ", participio passato del verbo tangere , "toccare") e tocco (sostantivo derivato dal participio passato del verbo "toccare"), specialmente se si pensa che la parola tatto può indicare, oltre la già citata "accortezza, delicatezza nell'agire", anche il senso specifico che permette il riconoscimento di alcuni caratteri fisici (durezza, forma) degli oggetti che vengono in contatto con la superficie esterna del nostro corpo e, infine, "l'azione del toccare in quanto è fonte di particolari sensazioni". In realtà non sono sfuggiti all'attenzione né il rapporto etimologico né quello psicologico fra i diversi significati, tanto che di un uomo "senza tatto" si dice che ha un "tocco pesante".  La ...