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Sede e attività

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  La sede Le attività si svolgono presso lo Studio Sundaram che ha sede in centro ad Ivrea (TO), in via Circonvallazione 49. Cosa potete trovare qui? Una sala accogliente e luminosa, un luogo di silenzio adibito alla cura di sé e del corpo. I corsi settimanali e gli incontri mensili o periodici: - yoga del Kaśmīr - yoga sonoro - meditazione - bagno sonoro con gong e campane tibetane - lezioni individuali di yoga I trattamenti e i massaggi: Lo stesso spazio disposto per gli incontri singoli, dove vi accolgo su prenotazione per uno dei seguenti trattamenti: -  Massaggio tailandese tradizionale - Massaggio tailandese plantare -  Massaggio o lio  e oli essenziali - Trattamento craniosacrale - Massaggio sonoro con campane tibetane - Mantra massage Le lezioni e i trattamenti sono a cura di  Susanna Molina

Quello che state cercando è già qui, Jean Klein

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  "Quello che state cercando è già qui, prima di tutte le apparenze fisiche. E'. Quindi, tutto il cercare può solo portare ad un oggetto. Non cercate di trovare la ragione o la causa della felicità o dei momenti di pienezza. Non c'è causa. Fino a quando cercherete e darete una spiegazione, volterete le spalle alla pienezza, al messaggio del momento. Cercate di capire chiaramente che non c'è cosa vista senza il vedere, né cosa udita senza l'udire. Riportate ciò che è visto al vedere, ciò che è udito all'udire. Voi siete l'apertura ed è solo in un'attesa senza attesa che sarete aperti all'apertura. In fondo l'apertura è ciò che è aperto, l'attesa ciò che è aspettato. Questo è tutto. Vivete questo insegnamento. Lasciatelo diventare comprensione vivente, cioè siate consapevoli di come agisce in voi, di come il suo profumo invade il vostro corpo e la vostra mente. Divenite tutt'uno con questo profumo. Non potrete mai ricordare quest'essen...

Le origini della sofferenza, Sri Nisargadatta Maharaj

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  "Quando si inizia a conoscere l'esperienza della sofferenza? Solo dal momento in cui la forma si è creata dai cinque elementi, una forma dotata di coscienza. Ma qual era la situazione prima che la forma venisse creata e la coscienza vi entrasse? Si era immanifesti. Non si aveva conoscenza della propria esistenza, non c'erano esperienze, ed era quindi uno stato al di là del grossolano concetto di felicità o infelicità. Era quella l'unità quando il fare esperienze era fuori questione. Nell'assoluto immanifesto non c'è nessuna coscienza, nessuna coscienza di esistere. Solo quando questa coscienza universale si manifesta nelle varie forme, e queste forme possiedono la forza vitale e sono soggette ai tre gu ṇ a*, solo allora ogni forma può agire attraverso la forza vitale a seconda della combinazione dei tre  gu ṇ a. Ogni forma agisce nel rispetto della propria natura. E' solo quando avviene l'identificazione, quando comincio a pensare che sono io ad agire...

La vera realtà, Chāndogya Upaniṣad

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  "Se si colpisse alla radice un grande albero ne uscirebbe la linfa, ma continuerebbe a vivere; se lo si colpisse alla metà ne uscirebbe la linfa ma continuerebbe a vivere; se lo si colpisse alla cima, ne uscirebbe la linfa ma continuerebbe a vivere. In quanto è compenetrato dalla forza vivificante, lieto se ne sta, bevendo avidamente alle radici. Ma quando la forza vivificante abbandona un ramo, questo secca; se ne abbandona un secondo, questo secca. Se abbandona tutto l'albero, tutto l'albero secca.  Proprio così, o caro. Sappi che qui muore ciò che è abbandonato dalla forza vivificante, ma non è la forza vivificante che muore. Qualunque sia questa essenza sottile, tutto l'universo è costituito da essa.  Essa è la vera realtà. Essa è l' Ātman . Essa sei tu, o Svetaketu." Ch ā ndogya Upaniṣad

Essere vigili, sensibili e attenti, Vimala Thakar

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"Ecco cosa intendo per rieducare se stessi. Non sprecare quella complessa energia incautamente, avventatamente. Quando un movimento è giustificato, mi muovo, con il corpo, con le parole, con il cervello, ma mi muovo in modo accurato e preciso. E ogni volta che mi muovo, mi muovo con attenzione, attentamente. Abbiamo affrontato questo argomento nel primo discorso, e cioè che quando ci si muove sull'onda delle abitudini si è disattenti. Quando fate dei movimenti ripetitivi, meccanici, non c'è quella qualità di vigilanza e dell'attenzione; e non si vive senza essere vigili, sensibili, attenti.  Vivere è muoversi con l'integrità del vostro essere, mentre le abitudini vi dicono come muovervi automaticamente, come una macchina. Perciò, più tempo passiamo con le macchine, più le nostre reazioni, i nostri comportamenti, diventano meccanici e perdiamo la sensibilità per essere totalmente presenti in ogni azione che facciamo, in ogni parola che diciamo. Quindi si impara ad e...

Anāhata-Nāda

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"La vibrazione del corpo, avvertita come sensazione, e il suo riassorbimento nel silenzio sono l'essenza della tecnica tradizionale del Kashmir. L'energia pura si traspone attraverso la forma della percezione.  La vibrazione come sonorità è un'altra trasposizione, che si incarna in numerosi momenti della pratica. Avvertita nei primi tempi come un oggetto sonoro, questa forma vibratoria, lasciata libera in un ascolto non coinvolto, passerà per un certo numero di trasformazioni, che culmineranno in krama-mudr ā   riassorbimento dei principi della coscienza, per poi lasciarli emergere di nuovo, non più come oggetti, ma identici al soggetto. Talvolta, dopo una seduta, la sonorità energetica sarà talmente forte che renderà inaudibili i suoni dell'ambiente circostante. Indipendentemente da questi momenti intensi di pratica, può essere che, in certi casi, quest'energia sonora cada come una cappa di silenzio su una conversazione o una televisione accesa. Creando allora...

Luce e consapevolezza: i due aspetti della coscienza, Mark Dyczkowski

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  La coscienza assoluta intesa come base ontologica immutabile di tutte le apparenze è chiamata  Prakāśa . In quanto consapevolezza creativa del suo proprio Essere, l'assoluto è chiamato  Vimarśa .  Prakāśa e Vimarśa , la luce divina della coscienza e la consapevolezza riflessiva che questa luce ha della sua propria natura, insieme costituiscono la pienezza della coscienza che tutto abbraccia. ... Prakāśa  è la pura luminosità o il mostrare se stessi che costituisce l'essenza e l'identità ultima dei fenomeni. Che le cose appaiano è dovuto interamente alla luce della coscienza, e il loro apparire è esso stesso questa Luce che conferisce a tutte le cose la loro evidente natura manifesta. Essendo stabilita nella luce della coscienza, ogni cosa vi appare secondo la sua natura propria. Tutto ciò che è ritenuto non riposare in questa Luce è tenuto irreale quanto un fiore nel cielo. ...a differenza della luce del sole o di qualunque altra luce, questa Luce non solo ren...

Il linguaggio della pelle, Ashley Montagu

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"C'è un evidente collegamento fra l'esperienza tattile infantile e l'abitudine di comportarsi con tatto nell'età adulta. Colpisce la correlazione esistente fra le parole tatto (dal latino " tactus ", participio passato del verbo tangere , "toccare") e tocco (sostantivo derivato dal participio passato del verbo "toccare"), specialmente se si pensa che la parola tatto può indicare, oltre la già citata "accortezza, delicatezza nell'agire", anche il senso specifico che permette il riconoscimento di alcuni caratteri fisici (durezza, forma) degli oggetti che vengono in contatto con la superficie esterna del nostro corpo e, infine, "l'azione del toccare in quanto è fonte di particolari sensazioni". In realtà non sono sfuggiti all'attenzione né il rapporto etimologico né quello psicologico fra i diversi significati, tanto che di un uomo "senza tatto" si dice che ha un "tocco pesante".  La ...