Le origini della sofferenza, Sri Nisargadatta Maharaj
"Quando si inizia a conoscere l'esperienza della sofferenza? Solo dal momento in cui la forma si è creata dai cinque elementi, una forma dotata di coscienza. Ma qual era la situazione prima che la forma venisse creata e la coscienza vi entrasse? Si era immanifesti. Non si aveva conoscenza della propria esistenza, non c'erano esperienze, ed era quindi uno stato al di là del grossolano concetto di felicità o infelicità. Era quella l'unità quando il fare esperienze era fuori questione.
Nell'assoluto immanifesto non c'è nessuna coscienza, nessuna coscienza di esistere. Solo quando questa coscienza universale si manifesta nelle varie forme, e queste forme possiedono la forza vitale e sono soggette ai tre guṇa*, solo allora ogni forma può agire attraverso la forza vitale a seconda della combinazione dei tre guṇa. Ogni forma agisce nel rispetto della propria natura. E' solo quando avviene l'identificazione, quando comincio a pensare che sono io ad agire (anche se ad agire è solo la combinazione dei tre guṇa), che mi assumo senza alcun motivo la responsabilità e le conseguenze delle azioni, che in senso stretto non sono affatto mie. Quelle azioni sarebbero comunque avvenute, condizionate dai tre guṇa e dalla forza vitale.
E' stupefacente, una vera sciocchezza, che ognuno possa pensare di essere davvero lui o lei ad agire. Ciò che accade è questo: immediatamente prima che entrino in azione gli altri guṇa, lo stato di veglia è ancora sattva-guṇa, ovvero totale armonia. In quella brevissima frazione di secondo in cui ci si sveglia, c'è totale amore, totale amorevolezza. Non si tratta ancora di egoità. Quindi, lo stato di veglia ha la natura del sattva-guṇa. Subito dopo iniziano le attività prodotte dalla necessità e dai doveri, che derivano dal rajas-guṇa. Tutte queste attività avvengono spontaneamente, ma appena uno inizia a dire "io sto facendo questo", identificandosi e assumendosi la responsabilità dell'azione, è entrato in gioco tamas-guṇa."
* Secondo l'induismo, i tre guṇa (sattva: purezza, chiarezza, armonia; rajas: passione, energia, attività; tamas: inerzia, resistenza, oscurità) sono i fattori o le qualità basilari che soggiacciono e attivano il processo del mondo.
tratto da: L'esperienza del nulla, Sri Nisargadatta Maharaj Ed. Ubaldini

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