Essere vigili, sensibili e attenti, Vimala Thakar


"Ecco cosa intendo per rieducare se stessi. Non sprecare quella complessa energia incautamente, avventatamente. Quando un movimento è giustificato, mi muovo, con il corpo, con le parole, con il cervello, ma mi muovo in modo accurato e preciso. E ogni volta che mi muovo, mi muovo con attenzione, attentamente. Abbiamo affrontato questo argomento nel primo discorso, e cioè che quando ci si muove sull'onda delle abitudini si è disattenti. Quando fate dei movimenti ripetitivi, meccanici, non c'è quella qualità di vigilanza e dell'attenzione; e non si vive senza essere vigili, sensibili, attenti. 

Vivere è muoversi con l'integrità del vostro essere, mentre le abitudini vi dicono come muovervi automaticamente, come una macchina. Perciò, più tempo passiamo con le macchine, più le nostre reazioni, i nostri comportamenti, diventano meccanici e perdiamo la sensibilità per essere totalmente presenti in ogni azione che facciamo, in ogni parola che diciamo.
Quindi si impara ad essere attenti, vigili e sensibili in ogni momento, mentre si fa ogni movimento. Quell'accuratezza, quella precisione, purifica e rafforza. 
Non è chiesta nessun'altra condizione per purificare o rafforzare la struttura fisica. 

Perché questo corpo umano che voi e io abbiamo è più delicato di uno strumento a corde. E' così bello. 

Perciò, quando rispondete, con accuratezza, con precisione, con la sobrietà di rispondere solo quando le risposte sono necessarie, muovendovi solo quando il movimento è necessario, allora si innesca in parte un processo di conservazione dell'energia. L'accuratezza e la precisione purificano. Non si rimanda, e perciò non c'è indolenza, non c'è torpore. Allora il corpo, la mente, la parola, diventano così flessibili, così duttili, come una spada affilata."

Il mistero del silenzio, Vimala Thakar

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