Anāhata-Nāda


"La vibrazione del corpo, avvertita come sensazione, e il suo riassorbimento nel silenzio sono l'essenza della tecnica tradizionale del Kashmir. L'energia pura si traspone attraverso la forma della percezione. La vibrazione come sonorità è un'altra trasposizione, che si incarna in numerosi momenti della pratica. Avvertita nei primi tempi come un oggetto sonoro, questa forma vibratoria, lasciata libera in un ascolto non coinvolto, passerà per un certo numero di trasformazioni, che culmineranno in krama-mudrā riassorbimento dei principi della coscienza, per poi lasciarli emergere di nuovo, non più come oggetti, ma identici al soggetto. Talvolta, dopo una seduta, la sonorità energetica sarà talmente forte che renderà inaudibili i suoni dell'ambiente circostante. Indipendentemente da questi momenti intensi di pratica, può essere che, in certi casi, quest'energia sonora cada come una cappa di silenzio su una conversazione o una televisione accesa. Creando allora la passività vegetale, e lasciando solo una minima apparenza umana alla vista di codici di convivialità sociale, questa vibrazione, questo ruggito silenzioso, sarà oggetto di contemplazione. Accostato senza alcun dinamismo, prima o poi si riassorbirà nel cuore.

Bisogna capire bene che tutte le percezioni sensoriali sono trasposizioni di energia pura tramite le nostre griglie cerebrali. Finché esiste percezione tattile, uditiva o altro, c'è un'attività mentale. La percezione visiva delle diverse variazioni dello spettro luminoso dell'energia è anch'essa attività cerebrale, come lo sono la percezione olfattiva e gustativa di queste stesse energie.

La tradizione del Kashmir mette in particolare l'accento sul riassorbimento di tutti questi elementi percettibili della coscienza. L'intera tecnica tende all'integrazione sempre più chiara dell'atteggiamento d'ascolto coinvolto, nel quale la percezione si può dispiegare per meglio morire. 

Le tecniche esistono per bruciare in noi l'anticipazione e il dinamismo che, mettendo l'accento sulla percezione, le impediscono di riassorbirsi nella tranquillità. Anche i movimenti del corpo sottile che, compresi male, potrebbero sembrare una forma di anticipazione, esistono solo per cancellare i nostri schemi, le nostre memorie, che ci impediscono di ritrovarci liberi di fronte alla vita. 

Questo decondizionamento porta la morte della sensibilità affettiva, della difesa della persona, e lascia un cuore senza peso: non c'è rimpianto né richiesta.

Libero da ogni speranza, che non è mai altro che disperazione, in questa coscienza senza pensiero, l'amore è la morte di ogni istante. A questo amore senza futuro, a questo banchetto della vita ci invita la tradizione del Kashmir."

Yoga Tantrico, Eric Baret Ed. Mediterranee

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