Il linguaggio della pelle, Ashley Montagu
"C'è un evidente collegamento fra l'esperienza tattile infantile e l'abitudine di comportarsi con tatto nell'età adulta. Colpisce la correlazione esistente fra le parole tatto (dal latino "tactus", participio passato del verbo tangere, "toccare") e tocco (sostantivo derivato dal participio passato del verbo "toccare"), specialmente se si pensa che la parola tatto può indicare, oltre la già citata "accortezza, delicatezza nell'agire", anche il senso specifico che permette il riconoscimento di alcuni caratteri fisici (durezza, forma) degli oggetti che vengono in contatto con la superficie esterna del nostro corpo e, infine, "l'azione del toccare in quanto è fonte di particolari sensazioni". In realtà non sono sfuggiti all'attenzione né il rapporto etimologico né quello psicologico fra i diversi significati, tanto che di un uomo "senza tatto" si dice che ha un "tocco pesante".
La cosa più interessante, riguardo all'uso della parola tatto nell'ultimo dei significati citati, è la consapevolezza dell'importanza delle prime esperienze tattili nello sviluppo di quel delicato senso di comportamento conveniente e appropriato compreso nella parola.
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Non solo la pelle reagisce a ogni genere di stimolo con mutamenti fisici appropriati, ma lo fa anche dal punto di vista comportamentale, date le sue straordinarie facoltà percettive. Ci riferiamo a stimoli che hanno origine a livello cutaneo superficiale...
Le reazioni della pelle a stimoli che hanno origine a livello cutaneo superficiale avvengono soltanto dopo che gli stimoli sensoriali sono stati mediati dal sistema nervoso. Ormai è evidente che qualunque alterazione della pelle può essere prodotta sia da stimoli di origine mentale sia da stimoli che hanno origine a livello cutaneo. Tali, per esempio, sono i disturbi della pelle dovuti a insufficiente stimolazione tattile. Chiaramente gli stimoli sensoriali a livello cutaneo devono essere interpretati a livello corticale, da dove partono quindi risposte motorie adeguate. La pelle in sé non pensa, ma è sensibilissima, inoltre ha la facoltà di ricevere e trasmettere una straordinaria varietà di segnali e di dare una vastissima gamma di risposte, molto più che tutti gli altri organi di senso: quanto a versatilità va considerata seconda soltanto al cervello. Tuttavia la sua sensibilità può risultare notevolmente ridotta, se non riceve gli stimoli tattili necessari a un corretto sviluppo. In tal senso, influenze come famiglia, classe sociale e cultura hanno un ruolo fondamentale."
Il linguaggio della pelle, Ashley Montagu

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