La ricerca spirituale, Vimala Thakar



...Se non possiamo essere una luce per noi stessi al principio della ricerca, poi non ci sono molte probabilità che la nostra ricerca ci porti ad essere alla fine una luce per noi stessi. Dobbiamo essere una luce per noi stessi, fare piazza pulita delle luci degli altri, per quanto abbaglianti, spendenti e vivide possano essere...
Con l'autoeducazione, non soltanto creiamo un ordine nel nostro comportamento fisico e verbale, ma viviamo nella libertà della nostra comprensione.
Al principio potrà sembrare tenue, ma quando cominciamo a vivere la nostra comprensione, attorno a quella comprensione si sviluppa la chiarezza. 
La comprensione della verità fondamentale è la stessa nel primo e nell'ultimo momento della ricerca, non cambia. Al principio potrà essere offuscata, potrà essere velata, potrà essere tenue. Ogni volta che viviamo la nostra comprensione personale c'è un po' più di chiarezza, un po' più di purezza nel nostro sistema perché ci siamo allontanati dall'autorità del passato. Perciò il sistema si purifica non appena viene bandita l'autorità, e la luce della comprensione diventa più vivida a ogni atto di viverla. È solo vivere la comprensione personale che purgherà la comprensione stessa da ogni dubbio, da ogni sospetto sulla sua profondità o validità. 
Se lasciamo la comprensione imprigionata nel magazzino della memoria e non viviamo mai secondo quanto ci detta, sarà sempre circondata da dubbi, sospetti e vaghezza.
È solo l'atto di vivere che pulisce e purifica il nostro intero essere e rende la comprensione splendente come cristallo, splendente come un diamante. Ogni atto di vivere le dà nuovo lustro e nuova luce. Cominciamo a viverla. Non ci creiamo complicazioni nell'essere religiosi o spirituali, e non creiamo panico intorno a noi. Non ci creiamo una serie di attività particolari in nome della religione o della spiritualità.
La spiritualità è una scienza, è un metodo di indagine, e questa indagine va portata avanti in ogni cosa che facciamo. Non ci sono rapporti esclusivi, né una serie di attività esclusive, e neppure luoghi particolari dove si compie la ricerca e l'indagine. È una benedizione essere vivi e il movimento del vivere ci dà l'opportunità di ricercare, esplorare, imparare, scoprire. Malgrado tutte le brutture e la violenza di cui l'uomo si è circondato, la bellezza e la maestà della vita ancora esistono nella natura e nelle specie non umane. Possiamo ancora rivolgerci a queste cose, percepire la nostra affinità con esse, lasciare che la loro presenza agisca su di noi e ci risani, risani le ferite e gli sfregi che dobbiamo subire vivendo in questo mondo.
...vivere nella libertà della nostra comprensione e bandire l'autorità delle tradizioni, delle ideologie, delle teorie e delle scritture, non perché siano prive di valore, ma perché desideriamo esplorare e scoprirne il significato per noi stessi. Dobbiamo vivere in prima persona.


Il mistero del silenzio, Vimala Thakar Ed. Ubaldini


 

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