Sino all'origine del respiro, Ilse Middendorf

 

Non è possibile far nascere i movimenti dal respiro senza l’energia dello spazio interiore, dato che questo contiene in germe le diverse stratificazioni della coscienza, allo stesso modo in cui cela i contenuti inconsci di corpo-mente-spirito. Esso congiunge le opposizioni: chiaro e scuro, duro e morbido, giorno e notte, maschile e femminile. Queste polarità non vanno divise, piuttosto devono essere distinte. E qualsiasi cosa prema per svilupparsi, può crescere in questo spazio attraverso la dedizione e l’attenzione fino a completa maturazione, col concorso del dentro e del fuori.

Si possono intraprendere molte vie per crescere, ma una delle più straordinarie è quella del respiro percepibile. È un nuovo linguaggio di autoanalisi il cui impulso più profondo è dato dal nucleo dello spazio interno, il centro...

 Ebbene, questa via era indispensabile e necessaria per condurre la funzione respiratoria inconscia sulla via dell’esperienza sensorialmente cosciente del corpo. All'inizio ci sono la ricerca, l’ascolto silenzioso, l’accettazione di ciò che emerge dalla funzione respiratoria inconscia. Il ponte per giungere ai segreti delle profondità inconsce è dato inizialmente dall'induzione volontaria del movimento che viene riempito di respiro involontario.

Ma ora si apre qualcosa di nuovo. Ora noi raccogliendoci e sentendo, ci rendiamo conto che il movimento respiratorio primario prende l’avvio negli strati profondi psicofisici e che, avendo mutato di qualità, non solo ha qualcosa di essenziale da comunicarci ma porta con sé anche i poteri di guarigione. D’ora in poi fa la sua comparsa un respiro che non si colloca solo nel fondo primordiale, vuoto, insostanziale e non comunicante. D’ora in poi, da questo sfondo primordiale sorge un respiro nella sua completezza: dal suo grembo nasce “il movimento del respiro”.

Non a casa parliamo qui di una soglia che respirando deve essere sperimentata, vissuta e finalmente sorpassata. Soglia vuol dire svolta, risposta, risveglio alla realtà, inizio; significa poter essere dopo il lungo e faticoso tempo del divenire. L’importanza della soglia posta fra il movimento condotto dalla funzione involontaria del respiro e il movimento introdotto dal respiro percepibile è grande: nel primo caso la via va dalla periferia al centro, nel secondo dal centro alla periferia. Se poniamo come base lo stato dell’essere, il respiro e il movimento si compenetrano l’uno nell'altro. Qui essi sono vincolati fra loro a livello elementare.

Restano tuttavia distinguibili l’uno dall'altro: una sorta di strumento bitonale. L’uno vive per l’altro. Sono come due colori, due suoni, due forme che si integrano e si stimolano a vicenda. Tuttavia, un essere umano può muoversi senza respirare mentre non gli è possibile respirare senza essere mosso. E’ allora il respiro, quando può essere sperimentato, a contenere in sé il movimento. Il respiro diventa soffio che sgorga dall'essenza e si mostra nel movimento ininterrotto. Spirito-mente-corpo si racchiudono in equilibrio per partorire il respiro-soffio proveniente dal fondo dell’essere umano, il quale lo sperimenta come movimento. Siamo così giunti all'origine del respiro, alla quale non possiamo avere accesso se non ne abbiamo fatto l’esperienza nel corpo vivente. 

L'esperienza del respiro, Ilse Middendorf

 


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